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1619–1693

LXXI

Giacomo Lubrano

Benché a la sfera altier il Foco aneli, e mostri al lume ambizion di stella, pur di pabolo vil fame rubella l'abbassa a divorar aridi steli.

Vergognoso avviluppa, onde si celi, fosche bende di fumo; e non par quella la vampa che spargea limpida e bella, mentre si volge a paglie, e lascia i Cieli.

Così de' voti umani arso il desio per istinti de l'alma in alto aspira, nato a goder l'eternità d'un Dio. Poi da caduchi beni ebro delira;

e 'l Paradiso ancor posto in oblio, sol per incenerir si strugge e spira.

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