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1619–1693

LXVIII

Giacomo Lubrano

Arpiuccia de' Libri, empia Tignuola, rodendo il sen di pagine erudite, ruba con sordo ardir d'avida gola a Saggi estinti postume le vite.

Del suo minuto dente a noi s'invola lo spirto degl'ingegni; e ponsi in lite ciò che in eredità lascia la scola confuso e guasto a lettere sparite.

Morde chi la produsse, e la nutrisce: nata aborre la luce, e sempre ascosa appèsta i fogli in atomi di bisce. Del fallo original ombra odiosa:

strugge il censo de l'alme, e le sue strisce son supplicii di polve ove si posa.

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LXVIII · Giacomo Lubrano · Poetry Cove