Deliquii giocolieri, estri smarriti
sparge il velen d'infuriati Ragni.
Se mai ti mordon, stupido ne piagni,
o 'l duol ti sveglia a ballarini inviti.
Mentre lancia l'Està fiamme in ruggiti,
forza è che ogn'un languendo arda, e si lagni;
chi scherza a l'ombre, e chi ne' salsi bagni
corre a temprare i tossichi impazziti.
Altri a suoni di tromba, altri di lira,
per dar fughe al dolor, pause a gli affanni,
in più Crisi frenetiche si aggira.
Tali, o Mondo infedel, sono i tuoi inganni:
impiaghi la Ragione, e 'l piè delira:
e con le pèsti al cor danzano gli anni.