Napoli fu non è. La pompa altera
de le glorie già sue si volse in duolo.
Busto e tomba di sé, su 'l nudo suolo
pianger si può, ma non veder qual era.
Con aereo velen la Morte arciera
omicide sbalzò le Parche a volo;
e di Grandi e Plebei recisi a stuolo,
l'insepolto carname i Cieli annera.
Son macelli i Palagi, urne le sponde
del bel Sebeto; e sospirando stassi,
d'orride straggi insanguinato l'onde.
Passaggier, bagna i lumi, affretta i passi,
fuggi, ché di spavento ombre feconde
spira la Morte ancor viva ne' sassi!