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1619–1693

LXI

Giacomo Lubrano

Napoli fu non è. La pompa altera de le glorie già sue si volse in duolo. Busto e tomba di sé, su 'l nudo suolo pianger si può, ma non veder qual era.

Con aereo velen la Morte arciera omicide sbalzò le Parche a volo; e di Grandi e Plebei recisi a stuolo, l'insepolto carname i Cieli annera.

Son macelli i Palagi, urne le sponde del bel Sebeto; e sospirando stassi, d'orride straggi insanguinato l'onde. Passaggier, bagna i lumi, affretta i passi,

fuggi, ché di spavento ombre feconde spira la Morte ancor viva ne' sassi!

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