Talpa di senno e di delirii un Argo
devo ad un finto Sol gli Ecclissi miei.
Bevo per manne tossichi Letei,
e vegghio in profondissimo letargo.
Più mi si stringe il cor, se più l'allargo:
se più scuso i pensier', gli fo più rei.
I precipizii ancora ho per trofei:
piango le stesse lagrime che io spargo.
Dialogizo solo, e non m'intendo;
nel cercar libertà, più la rifiuto;
màrtire de' capricci agghiaccio ardendo.
Godo in perder me stesso, e per tributo
ad un reprobo Amor l'Anima spendo,
mezzo vivo, mezzo uomo, e tutto un Bruto.