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1619–1693

LVII

Giacomo Lubrano

Talpa di senno e di delirii un Argo devo ad un finto Sol gli Ecclissi miei. Bevo per manne tossichi Letei, e vegghio in profondissimo letargo.

Più mi si stringe il cor, se più l'allargo: se più scuso i pensier', gli fo più rei. I precipizii ancora ho per trofei: piango le stesse lagrime che io spargo.

Dialogizo solo, e non m'intendo; nel cercar libertà, più la rifiuto; màrtire de' capricci agghiaccio ardendo. Godo in perder me stesso, e per tributo

ad un reprobo Amor l'Anima spendo, mezzo vivo, mezzo uomo, e tutto un Bruto.

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