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1619–1693

LVI

Giacomo Lubrano

Di sogni in veglia imaginaria prole, erudito vapor d'Ingegni astratti, fa con sue larve impallidir le scole, un Ente di ragion, Delirio in fatti.

Con due basi su 'l tetto aerea mole: potenza incompossibil di due atti: Muto che parla, Apocrifo a due gole, Error de' Savii, Oracolo de' Matti.

Un “sì” ch'è “no” d'incoerenze unite: cieca notte in due Soli, Alba in due sere, un nulla di due Tutti e di due Vite: io dal misto mental di tai chimere

apprendo sol, che vanamente ordite coprono una bugia due forme vere.

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