Di lubrici letarghi oppio squamoso,
e di sincopi vive estro guizzante,
un vil parto del mar spira anelante
gelide epilepsie di verno ondoso.
Funambolo velen per gli ami ascoso
corre ad assiderar la man tremante:
e può render col tocco in un istante
intormentito Marte, Ercol pauroso.
Or va' fidati al braccio, offendi irato
chi par vòto di forze, inerme al guardo:
che sentirai mancarti il moto, e 'l fiato.
Non è men forte il mal, benché infingardo:
le Torpedini sue ha pure il Fato:
ove le temi men, covano il dardo.