Non regnan Soli in Ciel, regnan Fetonti.
Latran da Sirii ancor gli Artici lumi.
De l'Aria incendiata arsi Orizonti
sbuffano in faccia a l'Albe aridi fumi.
Bollono l'ombre stesse in valli, in monti;
ogni Campo par Eremo di dumi;
urne di polve son l'urne de' fonti;
senza che 'l sappia il Mar, seccano i fiumi.
E più superbo e più lascivo ogn'ora
ostenta il Fasto ambizion d'eterno!
Incenerisce il Mondo, e pur peggiora.
Le vendette del Ciel si prende a scherno;
né piogge di perdon col pianto implora,
mentre spira visibile l'Inferno.