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1619–1693

LIV

Giacomo Lubrano

Antipode del senno, oppio de' sensi, benché di mezzo l'essere ci privi, ed a dazii di morte astringa i vivi, esigge il sonno volontarii censi.

Rende Cimmeria l'Alma; e, ciò che pensi sposando a Lazie Muse i Plettri Argivi, larva è di sogni, or mesti, ed or festivi, delirio di vapori, or radi, or densi.

Di piacevole oblio vesta l'orrore; di Sibarite rose il letto impiumi; sepolcro è pur de l'uom, che a tempo mòre. Torbido il viso e 'l sen d'umidi fumi,

per non farsi veder che ruba l'ore, adulato Ladron ci chiude i lumi.

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