Che non ardì l'ambizion del Fasto?
Giunse a decapitare il Re del giorno:
e strinselo a portar de' Cieli a scorno
di Comodo invanito il volto infausto.
L'apocrifo Pianeta inciso e guasto
occhi non ebbe da guardarsi intorno:
né per l'ingiurie fatte al crine adorno
poté far senza lampi alcun contrasto.
Roma, misera Roma oppressa al pondo
di un Mostro in un Colosso: empio conquasso
ti gitterà de' precipizii al fondo.
Ombre e sepolcri aspetta in ogni passo,
se già regola l'ore al Lazio mondo
con testa d'un Tiranno un Sol di sasso.