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1619–1693

L

Giacomo Lubrano

Che non ardì l'ambizion del Fasto? Giunse a decapitare il Re del giorno: e strinselo a portar de' Cieli a scorno di Comodo invanito il volto infausto.

L'apocrifo Pianeta inciso e guasto occhi non ebbe da guardarsi intorno: né per l'ingiurie fatte al crine adorno poté far senza lampi alcun contrasto.

Roma, misera Roma oppressa al pondo di un Mostro in un Colosso: empio conquasso ti gitterà de' precipizii al fondo. Ombre e sepolcri aspetta in ogni passo,

se già regola l'ore al Lazio mondo con testa d'un Tiranno un Sol di sasso.

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