Stanca le mani industriosa Clori,
Balia de' Vermi, in tenerezze amanti,
e fa che nel vagir, orfani erranti,
godano in culla di molli erbe e fiori.
Sparge in latte vital l'esche de' Mori
recise in pezzi; e poi si strugge in pianti,
se fosco il Ciel, contra gli alunni infanti
introna l'aria, e fulmina terrori.
Ah di avara pietà perfida brama!
Con beneficii traffica rapine;
vezzeggia chi più rende, odia chi l'ama.
Nutrisce i Vermi, e poi gli spoglia ai fine.
Misero chi di Donne il senso affama!
Mastica frondi, e vomita ruine.