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1619–1693

IV

Giacomo Lubrano

Breve sonno, meccanico ristoro ai Baco industrioso i sensi toglie; e nel vegeto sen d'apriche foglie, hanno i Vermini ancor gli estasi loro.

Siede sognando, e medita il lavoro, quasi de l'arti sue fabro s'invoglie: poscia a vestirsi in più lucide spoglie, apre languidi lumi a veglie d'oro.

L'ozio stesso è virtù. Così Natura a' miracoli suoi forma la culla: ché interrotto operar manca, e non dura. Solo chi suda in vano, e si trastulla

di adulati capricci a l'ombra impura, con più reti di ragno abbraccia un nulla.

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