O Parelia del Cielo augusta mole,
ricca di più miracoli che sassi:
non più di tue pitture il bel vedrassi,
che a maestri Pennelli erano scole.
Pel tuo Zodiaco d'oro invido il Sole
bramò stampar religiosi i passi.
Or in un monte vil d'orridi
la Terra, che ti sfece, anco sen' dole.
Pur Fenice impetrita a le memorie
viva risorgerai: l'età futura
l'ombra ne adorerà pinta in Istorie.
Se ne l'esser mancasti, il nome dura:
e per far certa fé de le tue glorie,
Evangeliche Penne ornan le mura.