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1619–1693

CXXXIV

Giacomo Lubrano

O Parelia del Cielo augusta mole, ricca di più miracoli che sassi: non più di tue pitture il bel vedrassi, che a maestri Pennelli erano scole.

Pel tuo Zodiaco d'oro invido il Sole bramò stampar religiosi i passi. Or in un monte vil d'orridi la Terra, che ti sfece, anco sen' dole.

Pur Fenice impetrita a le memorie viva risorgerai: l'età futura l'ombra ne adorerà pinta in Istorie. Se ne l'esser mancasti, il nome dura:

e per far certa fé de le tue glorie, Evangeliche Penne ornan le mura.

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