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1619–1693

CXXXIII

Giacomo Lubrano

Dirupate Colonne, in mesti sguardi vi veggio a piè l'Antichità piangente. Audacie già de l'Arte, ora a la gente Scheltri d'Idolatria, marmi codardi.

Vendicativo il Caso o presto, o tardi ogni altezza mortal conduce a niente: e contro a falsi Numi il suol fremente sbuffa nebbie di polve, avventa dardi.

Più non soffrì che i Càstori impetriti Paolo del suo gran Tempio in su le porte rapissero a la Fé plausi eruditi. Se si finsero al Mar lucide scorte,

giaccian da stolta Fama astri mentiti in naufragio terren Sirti di morte.

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