Skip to content
1619–1693

CXXXII

Giacomo Lubrano

La Terra anco è mortal: trema e si scote di parletico umor turgida il seno: e se le pèsti sue smaltir non puote, trasuda in zolfi, e b¬lica in veleno.

Di astrolaghi presagi al guardo ignote le vertigini occulta; e al Ciel sereno, quando l'acque del mar dormono immote, tanto imperversa più, quanto vien meno.

E pur deluso l'Uom pensa sicuro vivere ad anni lunghi in bel soggiorno, ove si celan tombe entro ogni muro. Napoli a Te: le tue grandezze un giorno

né men la Fama saprà dir che furo, presso il Sebeto a piangerne lo scorno.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
CXXXII · Giacomo Lubrano · Poetry Cove