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1619–1693

CXXXI

Giacomo Lubrano

Se in furie di vapor la Terra avvampa e suona a l'arme entro le vene impure, ove si pensa men la vita inciampa, e son le foghe a' piè nuove paure.

Del Repentino a i colpi in van ci scampa o lido, o colle, o 'l sen di ampie pianure: né mai di sicurezza orma si stampa per le vie de' Tremoti ambigue, oscure.

Napoli contro il Ciel sì addensa i torti, che un Dio spirto d'Amor nembo farassi, spargendo in faccia a' vivi arie di morti. Già posson l'agonie d'infranti sassi

con bocche di terror renderci accorti che tante tombe ha il suol, quanti son passi.

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