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1619–1693

CXXVI

Giacomo Lubrano

Assisa in verde trono il Mar sormonti incoronata il crin d'aure serene: con lingua di Zaffir l'onde Tirrene baciano il piè de' tuoi frondosi monti.

Archi superbi, imperiosi ponti, apron faccia di Reggie a le tue scene. E perché ridan le tue Ville amene, liquidi giornalier' piangono i Fonti.

Folti boschetti, amabili colline, di guerriero Cignal, di Lepre imbelle dànno a le cacce tue dolci rapine. Ma son de i pregi tuoi glorie più belle

che con eterno Aprile anco le spine sappian ne i tuoi, Signor, fiorir da Stelle.

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