Godono gli Usignuoli in grembo a i Cardi
temprar l'aria canora in dolci accenti,
e far che in gorghe tremole di vènti
gioisca al suon di armoniosi dardi.
Io che appena la lingua a passi tardi
muovo rauco Cantore orbo di denti,
fiato e voce non ho, che ardita tenti
formar voci d'applausi a un Aicardi.
Ma se nel Ciel si spira, onde vien detto
l'eterno Spirto de i divini Amori
parto di Volontà, non d'Intelletto:
per ammirar la gloria de' tuoi Allori,
col mutolo del cor vero Dialetto,
le Potenze de l'Alma offro a tre Cori.