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1619–1693

CXXIX

Giacomo Lubrano

Godono gli Usignuoli in grembo a i Cardi temprar l'aria canora in dolci accenti, e far che in gorghe tremole di vènti gioisca al suon di armoniosi dardi.

Io che appena la lingua a passi tardi muovo rauco Cantore orbo di denti, fiato e voce non ho, che ardita tenti formar voci d'applausi a un Aicardi.

Ma se nel Ciel si spira, onde vien detto l'eterno Spirto de i divini Amori parto di Volontà, non d'Intelletto: per ammirar la gloria de' tuoi Allori,

col mutolo del cor vero Dialetto, le Potenze de l'Alma offro a tre Cori.

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