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1619–1693

CXXIV

Giacomo Lubrano

Ippolito è sotterra! Occhi struggete ne le lagrime mie l'alma affannosa. Ben dee formare il pianto, ove riposa, a le allegre memorie urna di Lete.

Muse, e voi che già vedove spargete balsami eterni a la grand'ombra ascosa, perché sorga di duol Pira pietosa, e Cetre, e Plettri, ed Archi e Trombe ardete.

Il verde di sua Croce onde raccolse Febo più rami d'immortal speranza, per man di Cloto in ceneri si sciolse. Sola d'un tanto Eroe la Fama avanza:

ché sepolta con lui la Gloria vòlse perder la Vita sì, non la Costanza.

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