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1619–1693

CXXIII

Giacomo Lubrano

Con incendio febril, qual rabbia d'angue sibila nel tuo cor, morde le vene? Par che ti serpa in viso, ed avvelene gli spiriti vitali al regio sangue.

Ah non fia mai, che tramortisca esangue il primo onor de l'Itale Sirene! Fiato non ha la Fama a le tue pene, a le sincopi tue la Gloria langue.

Febo, che spesso inviti Eroe sì degno al Pindarico suon di cetre Argive, spegni a l'ardor che fuma omai lo sdegno. Non vedi tu che le Castalie Dive

specchio non han da rabbellir l'ingegno, se van torbide in Pindo l'Acquevive?

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