Con incendio febril, qual rabbia d'angue
sibila nel tuo cor, morde le vene?
Par che ti serpa in viso, ed avvelene
gli spiriti vitali al regio sangue.
Ah non fia mai, che tramortisca esangue
il primo onor de l'Itale Sirene!
Fiato non ha la Fama a le tue pene,
a le sincopi tue la Gloria langue.
Febo, che spesso inviti Eroe sì degno
al Pindarico suon di cetre Argive,
spegni a l'ardor che fuma omai lo sdegno.
Non vedi tu che le Castalie Dive
specchio non han da rabbellir l'ingegno,
se van torbide in Pindo l'Acquevive?