Gelan l'Orse a la Fé, gelan gli Arturi,
Stelle infingarde, Oroscopi smarriti:
ove d'Ismara Luna a' lampi arditi
piangon schiavi di notte i giorni oscuri.
Già fan le trombe a i Tartari tugurii
contra il Cesareo Tron bellici inviti:
e più boschi di palme a Traci, a Sciti
sul Carpato rubel taglian le scuri.
Italia e dormi? E rugginoso oblio
spunta al prisco valor l'eroiche spade?
e non gridi: qual fui, esser voglio Io?
Senti: se Roma crolla, o l'Austria cade,
Autipoda vedrai del Cielo e Dio
passaggiero l'Inferno a le tue strade.