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1619–1693

CXIV

Giacomo Lubrano

Apri più gole in polveroso inferno di mine ondose il Cerbero de' Traci: e latrando ne i fiumi un cupo Averno, spinse sotto acqua a gorgogliar le faci.

Ma si oppon Starembergh, e prende a scherno d'incendiario abisso i tuoni audaci: benché cadan le Rocche, è muro eterno il suo cor contro a' baratri voraci.

Ceda Roma a Vienna, e più non vanti i Cocliti sul Tebro: altro contrasto è sventare il terror d'Etne natanti. Giuralo o Fama: ed a valor sì vasto

sorga un trofeo scolpito in adamanti: sin qua può degli Eroi giungere il Fasto.

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