Che comete, che tuoni? arso Boote
mira a lampi fumar l'Artico Polo;
né regger può del Carro suo le rote,
e teme urtarle incenerite al suolo.
Marcian più guerre in una guerra, e scote
di barbari Turbanti immenso stuolo
a l'Imperio Roman le Rocche immote,
sbalzando in mine anche i tremuoti a volo.
Or chi a frenar l'incendioso orgoglio,
qual cor, qual mano a' torbidi torrenti
di fiamme ed armi oppose argine e scoglio?
Tua fu la Gloria, o Carlo, in cui viventi
spirano più Goffredi: a l'Austrio Soglio
Tu scolpisti in trofei anche i spaventi.