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1619–1693

CIV

Giacomo Lubrano

Sante le Grazie in Te favi celesti forman coll'aureo dir ricco di sensi, e del Sangue divino i rivi immensi t'imporporano i labbri, i moti, i gesti.

L'Energie del Verbo al sommo ergesti. Tutto è zel quanto parli, e quanto pensi. Spaventi, e piaci; e in tuoni, in lampi intensi le glorie del Taborre al Sina innesti.

Premii di dotte fronti a' tuoi gran merti io con umile Lira Edere intesso, perché crescano innati al Nome i serti. Altre lauree ti diano il vizio oppresso,

chiuso a l'Alme l'Inferno, i Cieli aperti, e la tua Lingua sia Fama a Te stesso.

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