Sante le Grazie in Te favi celesti
forman coll'aureo dir ricco di sensi,
e del Sangue divino i rivi immensi
t'imporporano i labbri, i moti, i gesti.
L'Energie del Verbo al sommo ergesti.
Tutto è zel quanto parli, e quanto pensi.
Spaventi, e piaci; e in tuoni, in lampi intensi
le glorie del Taborre al Sina innesti.
Premii di dotte fronti a' tuoi gran merti
io con umile Lira Edere intesso,
perché crescano innati al Nome i serti.
Altre lauree ti diano il vizio oppresso,
chiuso a l'Alme l'Inferno, i Cieli aperti,
e la tua Lingua sia Fama a Te stesso.