Magnanima Umiltà, se i Fasci e gli Ostri
calchi con piè vittorioso, or come
sembra un Eco d'obbrobrii il tuo gran nome,
e vil nebbia di volgo a gli occhi nostri?
Deh non più la Magia d'aulici Rostri
a' liberti del Fasto orni le chiome:
le Cristiane città faccian da Rome,
che i lor Superbi oppressero da mostri.
Sol fuggita la Gloria è gloria a' vivi,
ombra illustre del merto; e su gli altari
l'adora, morti, aureola de' Divi.
Si specchi a l'acque la Potenza, e impari:
queste su l'Alpi son piccoli rivi,
umiliate al suol, crescon in mari.