Amando lungiamente, disio ch'io vedesse quell'ora ch'io piacesse com'io valesse —a voi, donna valente.
Meravigliosamente mi sforzo s'io potesse ch'io cotanto valesse, c'a voi paresse —lo mio affar piacente.
Vorria servire a piacimento là 'v'è tutto piacere, e convertire —lo meo parlamento a ciò ch'eo sento:
per intendanza de le mie parole veggiate come lo meo cor si dole. Non dole c'aggia doglia, madonna, in voi amare,
anti mi fa allegrare in voi pensare —l'amorosa voglia: con gioi par che m'acoglia lo vostro innamorare,
e per dolce aspettare veder mi pare —ciò che mi s'orgoglia. Ma d'una cosa mi cordoglio, ch'eo non so in veritate
che voi sacciate —lo ben ch'eo vi voglio: a ciò mi doglio, non posso dir di cento parti l'una l'amor ch'eo porto a la vostra persona.
Se l'amor ch'eo vi porto non posso dire in tutto, vagliami alcun bon motto, che per un frutto —piace tutto un orto,
e per un bon conforto si lassa un gran corrotto e ritorna in disdutto (a ciò non dotto) —tal speranz'a porto.
E se alcun torto mi vedete, ponete mente a voi, che bella piui —per orgoglio siete; che ben sapete
c'orgoglio non è gioi, ma voi convene e tutto quanto veggio a voi sta bene. E tutto quanto veggio mi pare avenantezze
e somma di bellezze; altre ricchezze —né gio' non disio. E nulla donna veo c'aggia tante adornezze
che le vostre altezze non bassezze, —là unde innamorio. E se , madonna mia, amasse io voi e voi meve,
se fosse neve —foco mi parria, e notte e dia e tuttavia —mentre c'avraggio amore; e chi ben ama ritorna in dolore.
Non so com'eo vi paro né che di me farete; ancider mi potrete e no mi trovarete —core varo
ma tuttavia d'un airo, cotanto mi piacete; e morto mi vedete se no m'avrete —a lo vostro riparo:
a lo conforto di pietanza che incozzi a lo core, e li occhi fore —piangano d'amanza e d'allegranza:
con abondanza —de lo dolce pianto lo bel visaggio bagni tutto quanto.
Cookies on Poetry Cove