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1523–1554

XLIII

Gaspara Stampa

Dura è la stella mia, maggior durezza è quella del mio conte: egli mi fugge, i' seguo lui; altri per me si strugge, i' non posso mirar altra bellezza.

Odio chi m'ama, ed amo chi mi sprezza; verso chi m'è umìle il mio cor rugge, e son umìl con chi mia speme adugge; a così stranio cibo ho l'alma avezza.

Egli ognor dà cagione a novo sdegno, essi mi cercan dar conforto e pace: i' lasso questi, ed a quell'un m'attegno. Così ne la tua scola, Amor, si face

sempre il contrario di quel ch'egli è degno: l'umìl si sprezza, e l'empio si compiace.

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