A che, conte, assalir chi non repugna?
a che gittar per terra chi si rende?
a che contender con chi non contende?
con chi avete mai sempre fra l'ugna?
Sapete che co' morti non si pugna;
ché lo splendor d'un cavalier offende,
e 'l vostro più, che l'ali oggimai stende
dove non so s'altrui chiarezza aggiugna.
Guardate che la fama de le tante
vostre vittorie poi non renda oscura,
signor, quest'una sola, e non ammante.
Io per me stimerei mia gran ventura
l'esser veduta al vostro carro innante;
ma voi del vostro onor abiate cura.