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1523–1554

XCIII

Gaspara Stampa

Qual fuggitiva cerva e miserella, ch'avendo la saetta nel costato, seguìta da duo veltri in selva e 'n prato, fugge la morte che va pur con ella,

tal io, ferita da l'empie quadrella del fiero cacciator crudo ed alato, gelosia e disio avendo a lato, fuggo, e schivar non posso la mia stella.

La qual mi mena a miserabil morte, se non ritorna a noi da gente strana il sol degli occhi miei, che la conforte: egli è 'l dittamo mio, egli risana

la piaga mia; e può far la mia sorte, d'aspra e noiosa, dilettosa e piana.

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