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1523–1554

V

Gaspara Stampa

Io assimiglio il mio signor al cielo meco sovente. Il suo bel viso è 'l sole; gli occhi, le stelle; e 'l suon de le parole è l'armonia, che fa 'l signor di Delo.

Le tempeste, le piogge, i tuoni e 'l gelo son i suoi sdegni, quando irar si suole; le bonacce e 'l sereno è quando vuole squarciar de l'ire sue benigno il velo.

La primavera e 'l germogliar de' fiori è quando ei fa fiorir la mia speranza, promettendo tenermi in questo stato. L'orrido verno è poi, quando cangiato

minaccia di mutar pensieri e stanza, spogliata me de' miei più ricchi onori.

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