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1523–1554

LXXXIX

Gaspara Stampa

Ma che, sciocca, dich'io? perché vaneggio? perché sì fuggo questo chiaro inganno? perché sgravarmi da sì util danno, pronta ne' danni miei, ad Amor chieggio?

Come, fuor di me stessa, non m'aveggio che quante ebber mai gioie, e quante avranno, quante fûr donne mai, quante saranno, co' miei chiari martìr passo e pareggio?

Ché l'arder per cagion alta e gentile ogni aspra vita fa dolce e beata più che gioir per cosa abietta e vile. Ed io ringrazio Amor, che destinata

m'abbia a tal foco, che da Battro a Tile spero anche un giorno andar chiara e lodata.

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