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1523–1554

LXX

Gaspara Stampa

O ora, o stella dispietata e cruda, ch'io vidi dipartir la gloria mia, lasciando di beata ch'io era pria la vita mia d'ogni suo bene ignuda!

Da indi in qua per me si trema e suda, si piagne, si dispera e si disia: e sarà meraviglia, se non fia che morte tosto queste luci chiuda.

Che, del lor fatal sol restate senza, altra luce giamai mirar non ponno, che lor non sembri notte e dipartenza. Dunque o lor tosto, Amor, rendi lor donno,

o, per non soffrir più sì dura assenza, tosto le chiudi in sempiterno sonno.

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