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1523–1554

CXXXI

Gaspara Stampa

Poi che da voi, signor, m'è pur vietato che dir le vere mie ragion non possa, per consumarmi le midolle e l'ossa con questo novo strazio e non usato,

fin che spirto avrò in corpo ed alma e fiato, fin che questa mia lingua averà possa, griderò sola in qualche speco o fossa la mia innocenzia e più l'altrui peccato.

E forse ch'averrà quello ch'avenne de la zampogna di chi vide Mida, che sonò poi quel ch'egli ascoso tenne. L'innocenzia, signor, troppo in sé fida,

troppo è veloce a metter ale e penne, e, quanto più la chiude altri, più grida.

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