Sovente Amor, che mi sta sempre a lato,
mi dice: – Miserella, quale or fia
la vita tua, poi che da te si svia
lui che soleva far lieto il tuo stato? –
Io gli rispondo: – E tu perché mostrato
l'hai a questi occhi, quando 'l vidi pria,
se ne dovea seguir la morte mia,
subito visto e subito rubbato? –
Ond'ei si tace, avvisto del suo fallo,
ed io mi resto preda del mio male:
quanto mesta e dogliosa, il mio cor sallo!
E, perch'io preghi, il mio pregar non vale,
per ciò che a chi devrebbe, ed a chi fàllo,
o poco o nulla del mio danno cale.