Se soffrir il dolore è l'esser forte,
e l'esser forte è virtù bella e rara,
ne la tua corte, Amor, certo s'impara
questa virtù più ch'in ogn'altra corte,
perché non è chi teco non sopporte
de' dolori e di téme le migliara
per una luce in apparenza chiara,
che poi scure ombre e tenebre n'apporte
La continenzia vi s'impara ancora,
perché da quello, onde s'ha più disio,
per riverenza altrui s'astien talora.
Queste virtuti ed altre ho imparate io
sotto questo signor, che sì s'onora,
e sotto il dolce ed empio signor mio.