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1523–1554

CLXXXV

Gaspara Stampa

Io penso talor meco quanto amaro fôra il mio stato, se per qualche sdegno, o per stimarsi il mio signor più degno, mi ritogliesse il suo bel lume e chiaro;

e mi risolvo che 'l vero riparo, quando ad essaminar ben tutto vegno, per finire i miei mal tutti ad un segno, saria di morte il colpo aspro ed avaro.

Ché, s'io restassi in vita, gli occhi e 'l core la speranza, il disio mi farian guerra, che prendon sol da lui ésca e vigore; dove, s'io fossi morta e posta in terra,

si porria fin ad un tratto al dolore, ch'è vita morte che più morti atterra.

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