Poi che tu mandi a far tanta dimora,
empia Fortuna, in sì lontan paese
il chiaro e vivo raggio che m'accese,
empia ed aversa a' miei disiri ognora,
conveniente e giusto e degno fôra
che tu mi fossi almen tanto cortese,
che quest'ore sì brevi avesse spese
qui meco tutte lui che m'innamora;
sì che 'l cor e gli orecchi e gli occhi insieme
prendesser cibo a sostenermi in vita
quel lungo tempo poi ch'ei fia lontano.
Ma tu stai dura, ed io mi doglio invano,
dal ciel, da te e poi d'Amor tradita:
però l'alma di ciò sospira e geme.