Quella febre amorosa, che m'atterra
due anni e più, e quel gravoso incarco
ch'io sento, poi ch'Amor mi prese al varco
di duo begli occhi, onde l'uscir mi serra,
potea bastare a farmi andar sotterra,
lasciar lo spirto del suo corpo scarco,
senza voler ch'oltra i suoi strali e l'arco,
altra febre, altro mal mi desse guerra.
Padre del ciel, tu vedi in quante pene
questo misero spirto e questa scorza
a tormentare Amor e febre viene.
Di queste febri o l'una o l'altra smorza,
ché due tanti nemici non sostiene
donna sì frale e di sì poca forza.