Beato insogno e caro,
che sotto oscuro velo m'hai mostrato
il mio felice stato,
qual potrà ingegno chiaro,
quant'io debbo e vorrei, giamai lodarte
in vive voci o 'n carte?
Io per me farò fede,
dovunque esser potrà mia voce udita,
che, sol la tua mercede,
io son restata in vita.