Alma celeste e pura, che, casta e verginella stata tanto fra noi, sei gita al cielo, dov'or sovra misura
ti stai lucente e bella, di più perfetto accesa e maggior zelo, perché nel mortal velo rade volte altrui lice
unir perfettamente al suo Fattor la mente, sì trista è del nostro arbor la radice, e sì forte n'atterra
questa del senso perigliosa guerra; tu vagheggi or beata quell'infinito Sole, di cui quest'altro sole è picciol raggio;
e la voglia appagata hai sì, ch'altro non vuole, giunta a l'ultimo fin di suo viaggio; e la noia e l'oltraggio
e l'ombra di quel male, che sostenesti in vita, è per sempre sbandita, salita in parte, ove dolor non sale,
ove si vive sempre col primo Amor in dilettose tempre. Ben può gradirsi altero il nostro sesso omai
per tanta donna e tanto a Cristo amica, che, mancato il primiero valor, spenti que' rai, ch'illustrar già la santa schiera antica,
in questa età nemica, dove 'l vizio governa, sia stata una di noi, che tutti i pensier suoi
abbia rivolto a quella luce eterna, e qui fra queste rive sia vissa sempre come in ciel si vive. Adria si lagna parte
del tuo da lei partire, parte s'allegra, poi ch'al ciel sei gita; ché, s'udirte e parlarte le ha tolto il tuo morire,
or che sei sempre al sommo Ben unita, potrai chiedergli aita, quando il bisogno fia; certo soccorso e fido
per lo tuo chiaro nido, sì che sicuro e glorioso sia, e fin quanto il sol giri ciascun lo tema, riverisca e ammiri.
Da que' superni chiostri, ov'or sicura siedi, tutta raccolta in chi di sé ti prese, gli ardenti sospir nostri
a temprar talor riedi con le voglie d'amor più vive e accese. Mira, madre cortese, i tuoi diletti figli
e la lor mesta casa, or senza te rimasa a le terrene noie ed a' perigli; e siale, ancor lontana,
scorta e più che mai fida tramontana. Se 'n te, quant'è disio, fosse valore, potresti leggiermente alzarti al ciel fra quella santa gente.
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