Voi, che di vari campi e prati vari
con la penna metendo biade e fiori,
mostrate ognor fra i più saggi scrittori,
ond'uomo si diletti ed onde impari;
o degli ingegni al mondo eletti e rari,
di mille edere degno e mille allori,
il cui splendor non fia che discolori
l'invido oblio o gli anni empi ed avari,
quante grazie vi rendo, Ortensio, poi
che senza merto mio, per vostri scritti,
n'andrò famosa dagl'Indi agli Eoi
con tant'altre lodate e chiari invitti,
che per la vostra penna e pregi suoi
di morte o tempo non temon despitti.