A voi sian Febo e le sorelle amiche,
schiera gentil, che col vivace ingegno,
con l'arte e con lo stil giungete a segno,
ove non giunser le memorie antiche.
Voi le più gravi cure e le nimiche
voglie acquetate, voi l'ira e lo sdegno;
voi sète dolce altrui triegua e ritegno
ne le lunghe, penose, aspre fatiche.
Io de la interna mia cura e vivace,
fin ch'è durato il vostro dolce dire,
ho, la vostra mercé, trovato pace.
Così piaccia ad Amor di stabilire
questa mia breve gioia; e chi mi sface
tenga mai sempre queto il mio disire.