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1523–1554

CCLXVIII

Gaspara Stampa

A voi sian Febo e le sorelle amiche, schiera gentil, che col vivace ingegno, con l'arte e con lo stil giungete a segno, ove non giunser le memorie antiche.

Voi le più gravi cure e le nimiche voglie acquetate, voi l'ira e lo sdegno; voi sète dolce altrui triegua e ritegno ne le lunghe, penose, aspre fatiche.

Io de la interna mia cura e vivace, fin ch'è durato il vostro dolce dire, ho, la vostra mercé, trovato pace. Così piaccia ad Amor di stabilire

questa mia breve gioia; e chi mi sface tenga mai sempre queto il mio disire.

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