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1523–1554

CCIV

Gaspara Stampa

Virtuti eccelse e doti illustri e chiare, ch'alzate al cielo il mio real signore, sol co' passi di gloria e d'alto onore già giunto in parte, ove non ha più pare;

voi, voi sol voglio volgermi ad amare temprando il mio focoso e cieco amore, guidato sol da tenebre ed errore, ove ambedue potrà forse annoiare.

Or, racquistato alquanto del mio lume, potrò specchiarmi in quel bel raggio ardente, che da prima m'elessi per mio nume; e di cibo miglior pascer la mente,

dove io pasceva i sensi per costume di cosa, che si fugge via repente.

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