Chi fia, Signor, che dietro a fida scorta
Tua gloria sfolgorar più bella e altera
Mirar non debba? E nostra padria, ov'era
De' mali al fondo, a' primi onor risorta?
E tal, ch'or ne minaccia e ne sconforta,
Se a così degno fin la virtù vera
De gli italici cor non è ancor morta,
Veder de' lieti suoi giorni la sera?
Siegui, ché a nobil meta omai sicura
Strada, se non incespi, il corso adduce,
E di fortuna il crin fermando afferra:
Ch'ella, dianzi sol volta a farci guerra,
Femina e cosa mobil per natura,
Vedrem di tuo valor compagna e duce.