Questa imagine viva, che dal morto
Mio cor traluce, sì ch'ogni altra adombra,
Da me stesso talor tanto mi sgombra,
Ch'io dico: Il tuo star meco è breve e corto.
Talor ragiona (e questo è che m'ha morto):
Non sai che lei, di ch'io son raggio ed ombra,
Di te pari sembianza preme e ingombra?
Io star teco altrimenti fôra a torto.
Ambi vivi in altrui, morti in voi stessi,
Ella di te e tu di lei sembianza
Rendete, come suol limpido specchio.
No, rispondo io che gli amorosi messi
Conosco e la fallace mia speranza,
Non entra in gabbia augel canuto e vecchio.