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1520–1553

XXV

Galeazzo Di Tarsia

Questa imagine viva, che dal morto Mio cor traluce, sì ch'ogni altra adombra, Da me stesso talor tanto mi sgombra, Ch'io dico: Il tuo star meco è breve e corto.

Talor ragiona (e questo è che m'ha morto): Non sai che lei, di ch'io son raggio ed ombra, Di te pari sembianza preme e ingombra? Io star teco altrimenti fôra a torto.

Ambi vivi in altrui, morti in voi stessi, Ella di te e tu di lei sembianza Rendete, come suol limpido specchio. No, rispondo io che gli amorosi messi

Conosco e la fallace mia speranza, Non entra in gabbia augel canuto e vecchio.

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