Ove a Dio più s'accosta l'intelletto
Vi sacro, o Donna, un tempio ricco e saldo:
Mura son di desio possente e caldo,
Fondate in speme, e d'onestate è il tetto;
Le porte di pensiero ardito e baldo,
Sepolcri sono indegnità e sospetto,
Gli altari e le colonne un vago e schietto
Diamante, onde lucete al freddo e al caldo.
Queste rime son poi voti ed incensi,
E la penna e lo stile, ond'io v'onoro
Non men che a Dio per debito conviensi.
Lasso, ma che mi val poi se v'adoro?
Sospiri, pianto, strane pene e nove:
Da la vostra beltade altro non piove.