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1520–1553

XXIII

Galeazzo Di Tarsia

Ove mi menan le fallaci scorte Di lui che i servi suoi d'aloe e fel pasce, Forza è ch'io vada, e ch'a man destra lasce Duce che mi scorgeva a miglior sorte.

Anzi, fatta anche l'alma omai consorte Del mio nemico, a pena un pensier nasce Di volger dietro, che l'uccide in fasce, E siegue a trarmi per vie lunghe e torte.

Ben resister da prima al Signor mio Dovea, quand'ei fanciullo e men gagliardo Era, ed io non, qual son, vecchio ed infermo. Or non più no, ch'al suo poter vegg'io

Lento il soccorso di ragione e tardo, E saldo incontr'a lui non trovo schermo.

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