Arbor vittoriosa, il cui bel nome
Risponde a tal onde le rime onoro,
Degna più che di Sorga il verde alloro
Di fregiar trionfali e dotte chiome,
Veggio ben io che per sì gravi some
Mancan gli omeri a l'alto e gran lavoro,
E che dì e notte invan mi discoloro
Per farti viva in carte e non so come.
Torpe e agghiaccia la man, manca lo stile,
E l'ingegno non ha virtù né forza
Da formar loda a te par né simile;
Ma sì lo spinge Amor, sì lo rinforza,
Che da 'l soggetto un abito gentile
Prende, e parlar di te s'invoglia e sforza.