Vinto da grave mal, uom che non posi
In sua antica magion, debole e infermo,
Cerca sotto altro ciel riparo e schermo,
Ove d'arte sperar altro non osi.
Tal io gli ostri, le gemme ed i famosi
Alberghi, ov'a ferir braccio ha più fermo
Amor, fuggendo, in loco alpestr'ed ermo
Ricercai le mie paci e i miei riposi.
Ma perch'io vada o dove folto e spesso
Stuolo si prema, o dove uom non s'annide,
Il mio fiero tiranno ognor m'è appresso;
E s'io cavalco, ei su gli arcion s'asside;
Se l'onde solco, in su del legno istesso
Mel veggio a fianco, e che di me si ride.