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1520–1553

XXI

Galeazzo Di Tarsia

Vinto da grave mal, uom che non posi In sua antica magion, debole e infermo, Cerca sotto altro ciel riparo e schermo, Ove d'arte sperar altro non osi.

Tal io gli ostri, le gemme ed i famosi Alberghi, ov'a ferir braccio ha più fermo Amor, fuggendo, in loco alpestr'ed ermo Ricercai le mie paci e i miei riposi.

Ma perch'io vada o dove folto e spesso Stuolo si prema, o dove uom non s'annide, Il mio fiero tiranno ognor m'è appresso; E s'io cavalco, ei su gli arcion s'asside;

Se l'onde solco, in su del legno istesso Mel veggio a fianco, e che di me si ride.

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