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1520–1553

XX

Galeazzo Di Tarsia

Col sovente cader, de' marmi frange Lieve stilla il rigor, o molto o poco, E di natura ogni durezza al foco Vien che si stempre e qualitate cange.

Lasso, ma il grave duol che il cor trist'ange Sì che il pianto è di lui sol cibo e gioco, E la fiamma ov'ognor mi struggo e coco Da che il sol nasce e torna fuor da 'l Gange,

Nulla, né pur in parte, de l'alpestra Selce, onde armato è il petto di costei, Scemâr l'asprezza, anzi la fêr più salda. Deh tu, Signor, che vinci uomini e dei,

Tu con l'arco e la face in quel ti addestra, E 'l duro e freddo suo spezza e riscalda.

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