Col sovente cader, de' marmi frange
Lieve stilla il rigor, o molto o poco,
E di natura ogni durezza al foco
Vien che si stempre e qualitate cange.
Lasso, ma il grave duol che il cor trist'ange
Sì che il pianto è di lui sol cibo e gioco,
E la fiamma ov'ognor mi struggo e coco
Da che il sol nasce e torna fuor da 'l Gange,
Nulla, né pur in parte, de l'alpestra
Selce, onde armato è il petto di costei,
Scemâr l'asprezza, anzi la fêr più salda.
Deh tu, Signor, che vinci uomini e dei,
Tu con l'arco e la face in quel ti addestra,
E 'l duro e freddo suo spezza e riscalda.